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Visualizzazione dei post da novembre, 2024

Alla Biennale Arte di Venezia "Stranieri Ovunque, Foreigners Everywhere"

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La 60esima edizione della Biennale Arte è già tutta nel suo titolo. Stranieri Ovunque, Foreigners Everywhere . Due parole potenti e ‘scandalose’ che spalancano scenari attuali e universi possibili. Adriano Pedrosa firma per La Biennale una Esp osizione che riflette la sua personale attitudine di studio e ricerca su cui non pesa il pregiudizio del già conosciuto. Dove la vertigine dell’ignoto è parte integrante del pro-cesso fruitivo, e lo sperdimento si fa leva efficace per individuare nuovi punti cardinali.  Proprio la bussola è importante per comprendere questo cambio di pa-radigma. Pedrosa è il primo curatore della Biennale Arte proveniente dal Sud America, e quindi sa bene che gli stessi punti cardinali sono forme simboliche antropizzate, col Nord in testa – con tanto di comodo cappello – e il Sud ai piedi, tenuti scalzi manco a dirlo. Ed è pertanto che il principio guida della selezione dei 331 artisti privilegia chi non ha mai partecipato alla Esposizione. Illuminando il perc...

Le esplorazioni della luce di Vera Lutter al MAST di Bologna

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::::di Tony Vylar :::: La mostra  SPECTACULAR. Un’esplorazione della luce  dell’artista tedesca Vera Lutter (Kaisers lautern, 1960) rappresenta una pietra miliare nella carriera dell’artista, riunendo per la prima volta a livello globale una vasta selezione delle sue opere fotografiche, dai primi anni Novanta fino ad oggi. Questo progetto, presentato presso le Photo Galleries del MAST fino al 6 gennaio, si concentra sui temi dell’industria, del lavoro e delle infrastrutture per la movimentazione di merci e persone. La mostra, a cura di Francesco Zanot, segna un momento unico e irripetibile nella carriera della fotografa tedesca Vera Lutter. Per la prima volta, una selezione delle sue opere monumentali, dagli anni Novanta a oggi, trova spazio in un percorso che attraversa la visione di una delle artiste più affascinanti della fotografia contemporanea. Le 20 opere esposte presso le Photo Galleries del MAST non sono solo fotografie: sono vere e proprie esperienze visive che dilat...

Parthenope, la sirena perduta in uno spot eterno. La Napoli di Sorrentino tra bellezza patinata e vuoto narrativo

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La Napoli di Sorrentino tra bellezza patinata e vuoto narrativo di Tony Vylar Perugia, 4 novembre 2024 -  C’è un antico mito dietro Napoli, un’icona della sua origine e del suo mistero: la sirena Parthenope. Creatura marina per definizione, il suo canto melodico ammaliava i naviganti, conducendoli alla perdizione. Ma Paolo Sorrentino, nel suo nuovo film  Parthenope, sembra riscrivere il mito come fosse un racconto di glamour. L'acqua è sempre presente, sì, ma è più quella di un set cinematografico: limpida, perfetta e satura di colori che, se fossero un po' più accesi, accecherebbero gli spettatori. La sirena del mito è una creatura ammaliante, capace di generare invidia e bramosia, e la Parthenope di Sorrentino, nata dall'acqua (cinematografica), non fa eccezione. Qui però non si parla di un essere mitologico, ma di una ragazza, anzi di una donna, che attraversa la vita tra amori incerti, dolori sospesi e bellezza quasi ossessiva. Cresce in una Napoli eterna e luminosa, ...